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THE ARTIST'S CHOICE 

 

IL CORAGGIO DELLE IMMAGINI​

SILVIA LORENZIN

MARIO MONARI

 

NEI VOSTRI LAVORI - SEPPURE MOLTO DIVERSI NELLA FORMA - SI EVINCE UN FORTE GRADO DI LIBERTA' NEL CONSIDERARE LE IMMAGINI. UNA SORTA DI EMANCIPAZIONE DALLE REGOLE FORMALI DELLA FOTOGRAFIA CLASSICA E UNA VOGLIA DI ESPLORARE, SPERIMENTARE, TRASFORMARE, PERSINO RICORDI SCOMODI E TROPPO INGOMBRANTI, RENDENDOLI OPERE DENSE DI IMMAGINAZIONE E POESIA. 

COM'È CAMBIATA LA VOSTRA IDEA DI FOTOGRAFIA NEGLI ULTIMI TEMPI? CHE COSA È ACCADUTO E COME LO AVETE RIELABORATO NELLA VOSTRA PROGETTUALITÀ? 

SILVIA: E' CAMBIATA MOLTO, QUASI DIAMETRALMENTE, NEL SENSO CHE SONO NATA COME FOTOGRAFA DI REPORTAGE O ALMENO LA MIA FORMAZIONE È STATA QUESTA E POI SONO RIMASTA IMBRIGLIATA DENTRO LE REGOLE FORMALI DI QUESTO LINGUAGGIO. RACCONTAVO DI COSE APPARENTEMENTE LONTANE DA ME, ORA USO IL MEZZO FOTOGRAFICO PER RACCONTARE IL DENTRO. IN PERCORSI FOTOSENSIBILI HO CONOSCIUTO UNA COMUNITÀ DI ARTISTI O COMUNQUE DI GENTE CHE VUOLE FARE ARTE E MI SI È APERTO UN MONDO, IL MONDO CHE SENTO MIO. LE BRIGLIE SI SONO SCIOLTE. ORA LA PROGETTUALITÀ HA UN RUOLO FONDAMENTALE E RAPPRESENTA IL 90% DEL LAVORO E POI NON USO SOLO LA FOTOGRAFICA COME MEZZO ESPRESSIVO.

 

MARIO: LA MIA IDEA DI FOTOGRAFIA ULTIMAMENTE È CAMBIATA DEL TUTTO NEL SENSO CHE SONO DAVVERO MENO INTERESSATO A PRODURRE E AMMIRARE LA “BELLA FOTOGRAFIA”. IN REALTÀ NONOSTANTE CONTINUI AD AMARE LA FOTOGRAFIA, SCATTO MENO E LA GUARDO ANCHE MENO. CRESCE INVECE L’INTERESSE VERSO CHI USA LA FOTOGRAFIA COME UNA DELLE POSSIBILITÀ ESPRESSIVE INSIEME PERÒ A TANTE ALTRE. ADESSO PENSO PIÙ CHE ALLA FOTOGRAFIA IN SÉ  A QUELLO CHE VOGLIO DIRE E LA FOTOGRAFIA È SOLO UNO DEI MEZZI CHE MI PERMETTE DI ESPRIMERLO.

QUALI SONO LE VOSTRE "INFLUENZE"? RIPRENDENDO IL CONCETTO CARO A RAYMOND CARVER, RACCONTATECI TUTTI QUEI FATTI CHE POTREBBERO ESSERE INTERPRETATI COME LIMITI O ELEMENTI SECONDARI E CHE INVECE SI RIVELANO, NELLA VOSTRA PRATICA ARTISTICO-FOTOGRAFICA, ELEMENTI UNICI. 

SILVIA: HO AVUTO E HO MOLTE INFLUENZE, A PARTIRE DAI GRANDI DELLA FOTOGRAFIA COME DUANE MICHALS E ROBERT FRANK POI AVEDON, MA ANCHE LA CORRENTE ESPRESSIONISTA, CY TWOMBLY, HOLLEGHA, LA POESIA, IL CINEMA, I MIEI RACCOGLITORI DI IMMAGINI MA ANCHE E SOPRATUTTO LA FAMIGLIA, IL DOLORE, LA NATURA.

 

MARIO: IL MIO PANORAMA DI ARTISTI DI RIFERIMENTO ANCHE GRAZIE A PERCORSI FOTOSENSIBILI SI È ALLARGATO MOLTO, IN AMBITI MOLTO DIVERSI COME IL REPORTAGE O IL CONCETTUALE. QUESTO HA FATTO SÌ CHE CI SIANO INFLUENZE CHE POI ANCHE IN MANIERA INCONSAPEVOLE ENTRANO NEL PENSIERO E NELLA ELABORAZIONE DI QUALCOSA DI PERSONALE. AVENDO SPESSO POCO TEMPO A DISPOSIZIONE IN QUANTO IMPEGNATI IN ALTRE ATTIVITÀ SI IMPARA A “METTERE DA PARTE” LE IDEE, LASCIARLE COME IN STANDBY PER POI TORNARCI SOPRA OPPURE ABBANDONARLE SE NON PROCURANO PIÙ EMOZIONE. 

POTETE PARLARE DEI VOSTRI RISPETTIVI LAVORI? IN PARTICOLARI DI QUELLI REALIZZATI PER LA MOSTRA OUT OF BLINDNESS. DI COSA PARLANO E COME SONO STATI REALIZZATI E INFINE MOSTRATI?

SILVIA: "PERDONAMI", IL LAVORO CHE HO PRESENTATO AD OUT OF BLINDNESS È ARRIVATO COME UN DONO GRAZIE A UN PERCORSO DI RICERCA DELLA PROPRIA MITOLOGIA PERSONALE GUIDATO DA SILVIA BIGI CHE MI HA PERMESSO DI CONCEDERMI DI OCCUPARMI DI UN' URGENZA. CON QUESTO LAVORO HO TRASMUTATO UN DOLORE, UN LUTTO IMPORTANTE. SONO PARTITA DA UN DETTAGLIO PER RACCONTARE UNA STORIA D'AMORE FINITA CON 6 OGGETTI DALLA SCRIVANIA DELLA PERSONA AMATA. L'AMATO È MORTO E DI LUI CONSERVAVO 6 OGGETTI. DA QUESTO DETTAGLIO RACCONTO UNA FASE DI PASSAGGIO QUANDO UN CORPO LIBERO DALLA SUA ANIMA È COME UN OGGETTO CHE ATTRAVERSO L'ATTO DELLA CREMAZIONE VIENE TRASFORMATO DA UNA FORMA DELLA MATERIA A UN'ALTRA. I 6 OGGETTI COME SIMULACRI DIVENTANO I CUSTODI DI QUESTA MEMORIA DI UN FUNERALE MAI ASSISTITO, DI UN DOLORE CHE NON SI VUOLE LASCIARE ANDARE, DIVENTANO ESSI STESSI IN QUESTO PROCESSO DI TRAMUTAZIONE L'AMATO STESSO. HO MESSO I 6 OGGETTI IN FERETRI DI ARGILLA CHE HO COSTRUITO CON L'ARGILLA PRELEVATA DAL TERRENO CIRCOSTANTE A DOVE QUESTA PERSONA UN TEMPO VIVEVA. LI HO POI MESSI IN UN FORNO PER CERAMICA A 980 GRADI DI COTTURA LASCIANDO CHE VIVESSERO LA LORO TRASMUTAZIONE. IL LAVORO PREVEDE LA FOTOGRAFIA DI QUESTI 6 OGGETTI REALIZZATI SU FOTOCERAMICA CHE È UNA TIPOLOGIA DI STAMPA FUNEBRE PER I VOLTI DEI DEFUNTI POSTI NELLE TOMBE. POI QUESTI 6 BOX -FERETRI COTTI IN FORNO A CUI HO AFFISSO UN ETICHETTA IN OTTONE A INDICARE IL NOME DELL'OGGETTO CHE ERA PRESENTE ALL'INTERNO E INFINE UN VIDEO CHE MOSTRA TUTTA LA PROCEDURA DI LAVORAZIONE DEI FERETRI DALL'INIZIO ALLA FINE.
 

MARIO: IN OCCASIONE DELLA MOSTRA OUT OF BLINDNESS HO PRESENTATO “LA MANUTENZIONE DEI RICORDI”. L’IDEA DI QUESTO PROGETTO NASCE DA UN RICORDO COLLEGATO ALL’INFANZIA E ALL’ESTATE: LA PICCOLA MISSIONE DI ME BAMBINO CHE ANNO DOPO ANNO IN COMPAGNIA DI MIA MAMMA E DI ALTRI AMICI MI PREPARAVO PER INFINE RAGGIUNGERE A NUOTO LA BOA SITUATA OLTRE GLI SCOGLI, AD UNA CERTA DISTANZA DALLA RIVA. NEL TEMPO HO CONTINUATO A RAGGIUNGERE A NUOTO LA BOA ANCHE SE CON IL PASSARE DEL TEMPO SI È DEPOSITATA COME UNA PATINA DI MALINCONIA SU QUESTO RICORDO PUR PIACEVOLE, COLLEGATA ANCHE ALLE PERSONE CHE NON CI SONO PIÙ COME LA MAMMA. AVENDO NOTATO NEGLI ANNI CHE LA BOA NELLA PARTE SOMMERSA È “SPORCATA” DA ALGHE È NATA L’IDEA DI PREPARARE UNA MISSIONE DI PULIZIA DELLA STESSA CON UNA SPAZZOLA. INTERVENIRE SULLA REALTÀ FISICA DELLA BOA PER RI-LUCIDARE ANCHE IL RICORDO DELLA MISSIONE DELL’INFANZIA. DA QUI UN BREVE VIDEO IN VISIONE ALLA MOSTRA  CHE DOCUMENTA SIA LA MIA NUOTATA CHE L’ AZIONE DI PULIZIA. DAL VIDEO SONO STATE ESTRATTE 4 IMMAGINI CHE COSTITUISCONO INSIEME AD UN TESTO CHE RACCONTA LA VICENDA UN MANIFESTO IN LIBERA DISTRIBUZIONE.


CHE COSA VORRESTE CHE SUSCITASSERO I VOSTRI LAVORI IN CHI LI GUARDA?

SILVIA: IN CHI GUARDA VORREI SUSCITARE UN MOMENTO DI INTROSPEZIONE, UN FERMO TEMPO.
IL MIO LAVORO CHIEDE DI ESSERE GUARDATO, ALTRIMENTI NON TI PUO TOCCARE,NON TI PUO FERMARE.

MARIO: SPESSO CON I MIEI LAVORI PARTO DALLA NECESSITÀ/VOLONTÀ DI FARE I CONTI CON I PROPRI RICORDI ANCHE PIACEVOLI, IN PARTICOLARE CON LE IMMAGINI CHE CUSTODIAMO NEGLI ALBUM, NELLE SCATOLE, NEI CASSETTI PIENI DI FOTOGRAFIE. C’È IL TENTATIVO DI ALLEGGERIRE CON AFFETTO E GARBATA IRONIA UN CERTO PESO CHE CI NASCE DALLE ESPERIENZE PASSATE.

 

 

SOGNI NEL CASSETTO? 
 

SILVIA: IL MIO SOGNO NEL CASSETTO LO STO REALIZZANDO, VOLEVO ESSERE UN ARTISTA MA MI RITROVAVO SEMPRE E SOLO A COMPIACERE UN INSEGNANTE, UN GUSTO, UNO SPETTATORE, UNA REGOLA FORMALE, COMPOSITIVA. IL MIO SOGNO ERA ESSERE ME STESSA, FARE COSE CHE PIACESSERO IN PRIMIS A ME, ESSERE CONNESSA CON CIÒ CHE ERO\SONO. ORA LO STO FACENDO. 

MARIO: ME LA CAVO DICENDO CHE NON NE HO PERCHÉ NEL CASO SAREBBE BENE TOGLIERLI DAL CASSETTO E PROVARE A REALIZZARLI. 


 

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